manifesto

Manifesto dell’ebraismo*

 

Uno spettro s’aggira per il mondo- lo spettro dell’ebraismo. Tutte le potenze si sono alleate in una santa battuta di caccia contro questo spettro: scettici e atei, agnostici e antisemiti, ignoranti e persone colme di pregiudizi.

Quale partito d’opposizione non è stato tacciato di filosemita dai suoi avversari di governo; qual partito d’opposizione non ha rilanciato l’infamante accusa di ebreo, talvolta addirittura ortodosso, tanto sugli uomini più progrediti dell’opposizione stessa, quanto sui propri avversari reazionari?

Da questo fatto scaturiscono due specie di conclusioni.

L’ebraismo è di già riconosciuto come la religione da cui tutte le altre prendono spunto.

E` ormai tempo che gli ebrei espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere e di vivere, i loro fini, le loro tendenze e che contrappongano alla favola dello spettro dell’ebraismo un manifesto della religione stessa.

A questo scopo si sono riuniti sotto al Monte Sinai ebrei ed ebree dalle personalità più diverse e hanno ricevuto il seguente manifesto che rimarrà eternamente immutato in tutte le parti del mondo.

La rivoluzione ebraica è la più radicale rottura con i rapporti tradizionali di razionalità; nessuna meraviglia che nel corso del suo sviluppo ci siano stati vari tentativi di ricondurre tutto alla logicità, cercando di sminuire tutto ciò che è riconducibile alla fede, alla emunà.

L’ebreo, dal momento in cui ha sentito le parole di D-o tuonare nella sua anima e nel proprio intelletto, non ha smesso di adoperare tutte le forze concesse dal Cielo per tramutare il buio in luce e moltiplicare al più presto possibile la massa delle forze del bene.

Queste misure saranno recepite in maniera differente a seconda dei diversi individui. Ci saranno quelli più portati alla razionalità, che tenderanno a dimenticare un po’ i comandamenti legati all’unicità di D-o e alla proclamazione costante della Sua esistenza. E quelli che invece enfatizzeranno più gli aspetti irrazionali, accantonando erroneamente i comandamenti che esigono rispetto del prossimo, della sua famiglia e dei suoi beni.

Tuttavia, dovranno essere applicati a tutti gli ebrei indistintamente i (Dieci) provvedimenti (o Comandamenti) seguenti:

1. Il principio di fede nel D-o dei nostri padri.

2. L’unicità di D-o e il divieto di servire qualsiasi divinità al di fuori di Esso.

3. Il divieto di pronunciare il nome di D-o invano.

4. L’obbligo di rispettare la santità del Sabato.

5. Il dovere di rispettare il padre e la madre.

6. Il divieto di uccidere.

7. Il divieto di commettere adulterio.

8. Il divieto di rapire e rubare.

9. Il divieto di testimoniare il falso.

10. Il divieto di desiderare ciò che appartiene al prossimo.

Da quel momento gli ebrei sdegnano di nascondere le proprie opinioni e le proprie intenzioni. Dichiarano apertamente che i propri fini possono esser raggiunti soltanto seguendo ciò che D-o da loro richiede. Il popolo ebraico, ottemperando ai dettami della Torà, non ha da perdervi che le catene di un mondo che cerca di appiattire tutti su una stessa posizione e opinione. Hanno un mondo (presente e futuro) da guadagnare.

EBREI DI TUTTI I PAESI, UNITEVI!

*Liberamente tratto e riadattato dal Manifesto del partito comunista

Gheula Canarutto Nemni

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