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Gheula Canarutto Nemni

Nella diversità siamo tutti uguali

Month

September 2013

Un messaggero cristallino

water sukkotPer cosa  corriamo ogni giorno della nostra vita?

Cosa inseguiamo svegliandoci all’alba e andando a dormire quando le stelle già da tempo brillano nell’atmosfera?

Cosa ci porta a spingere sull’acceleratore della vita, a fermarci solo nelle corsie di emergenza, a dimenticare cosa ci scalda davvero il cuore e placa la nostra sete?

Cosa cerchiamo ogni giorno con tutti noi stessi? Forse il denaro, quel pezzo di carta ammiccante che promette ogni bene terreno?

Forse il potere, quella capacità di ammaliare le folle, di muovere gli altri come se fossero automi o pedine, di far scaturire comportamenti con

un semplice battito di ciglia?

E se fosse il denaro, una volta ottenuto come vorremmo fosse il nostro stato d’animo?

E se fosse il potere, una volta raggiunto, quale sogneremmo come sentimento prevalente dentro al nostro cuore?

La verità è solo una, caro lettore.

Ognuno di noi, dalla prima lieve apertura delle palpebre sulla luce del mondo, desidera una sola cosa.

La felicità.

Con il denaro ci si illude di comprarla. Con il potere di catturarla.

E forse la vita è solo un grande slalom per sfidarci a trovarla.

C’è una festa chiamata il tempo della nostra gioia. Per celebrarla si versava sull’altare l’elemento più puro e semplice che la natura ci offre. Senza gusto né corpo. Senza tinta nè sostanza. Un elemento senza il quale nessuno sopravvivrebbe. L’acqua. E noi che corriamo inseguendo ciò che ci illudiamo ci renderà felici,  noi che rinunciamo ai nostri giorni pur di sognare la notte gioie illusorie, la vera fonte di ogni sorriso ce l’abbiamo a portata di mano. Dietro a una parola di un figlio, uno sguardo grato di un povero che abbiamo aiutato, nel solco  lasciato dai tefilin che abbiamo appena messo, nella gratitudine di un ospite che abbiamo appena saziato, in un piccolo ma sicuramente  enorme passo avanti verso Chi ci ha creato.

D-o possiede infiniti messaggeri depositari dei segreti di una felice esistenza. L ‘acqua con la sua semplicità, purezza,  gratuità, facilità di ottenimento, ce lo ricorda col suo essere protagonista una volta all’anno. A noi non resta che coglierne il semplice, profondo, eterno messaggio.

Buon tempo della felicità

Gheula Canarutto Nemni

Se non ora quando…

D-o, fai che non viva tutti i miei giorni credendomi povero quando in realtà ero il più ricco. Fai che non pronunci parole ai miei occhi giuste, per poi capire che erano le più sbagliate di tutte. Fai che non semini a fatica dei semi, per poi scoprire che il loro frutto è il più amaro. Fai che non guardi avanti convinto di sapere quale sia il vero traguardo, per poi comprendere che la linea era stata tracciata per trarmi in inganno. Fai che non mi volti indietro dopo cent’anni e che tutto ciò per cui avevo corso abbia meno valore di un mucchio di polvere. Fai che non realizzi quando ormai sarà troppo tardi, come avrei dovuto vivere la mia vita per essere un tuo degno figlio.  Fai che non mi ritrovi in un giorno lontano a domandarmi cosa davvero significa essere ebreo.  Fai che, circondato dai miei discendenti quando i capelli avranno il colore somma di tutti i colori, io possa sorridere soddisfatto e fiero dei loro nomi, delle feste che rispetteranno, dei sabati che osserveranno. Fai che faccia adesso ciò che è giusto fare, che cammini ora verso dove è giusto camminare, che dica ora quello che è giusto dire, che pensi adesso quello che è giusto pensare. Concedimi l’illuminazione per forgiare un destino di cui nel futuro andrò fiero. Fai che non appartenga a quella categoria di esseri umani in grado di comprendere solo a posteriori.

Affido a voi, angeli che raccogliete tutte le preghiere per poi farne spartiti di vita umana da portare al cospetto del Re, a voi che unite le lacrime in grandi brocche da poggiare sulla bilancia con cui D-o giudica il mondo, a voi che non chiudete le orecchie quando la urla dell’anima oltrepassano il muro del suono spirituale, affido queste mie parole.

E prima che le porte dei cieli si chiudano e Tu apponga un sigillo alla busta che contiene il mio nuovo anno, illuminami D-o per favore sul potere di un solo attimo, sull’infinità del presente, di adesso, sulla magia delle buone intenzioni, sulla capacità dell’anima ebraica di trasformare la propria vita in un solo istante.

 

Gmar chatimà tovà,

che la busta di ognuno di noi contenga solo buone cose.

Gheula Canarutto Nemni

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