do_not_conform_by_nicoleni-d5combn

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Era un periodo in cui non ci si preoccupava troppo di trovare il legittimo proprietario di ciò che piaceva. Se una cosa la si desiderava, semplicemente si prendeva. Erano anni in cui il cuore si versava davanti a entità ben tangibili e visibili. La ricerca di una Divinità eterea, secondo i più, non serviva. Correva un’era durante la quale il valore della vita era soggettivo e contingente. Una morale universale era il concetto più remoto a cui fare riferimento. Erano giorni in cui limiti e confini erano passati di moda. La famiglia era una nozione ormai antiquata, le specie, come D-o le aveva create, una configurazione della natura da tempo superata. Era un periodo in cui il pensiero del mondo si era perfettamente omogeneizzato, vivere come gli altri era una pratica comoda e priva di effetti collaterali indesiderati.  La coscienza un’appendice emarginata e dimenticata. La riflessione autonoma e indipendente richiedeva troppe energie dalla gente, essere e pensare come tutti era comodo, efficace ed efficiente. Correvano gli anni del diluvio universale.  L’aria era impregnata del conformismo dilagante. E dei colpi di martello dell’unico anticonformista di quel tempo.  Le assi si stavano lentamente trasformando in un’arca.  E il sogno di riuscire a scuotere il mondo dal suo intorpidimento, diventava di giorno in giorno, una vana speranza. Noè, Noach, ci provò per centovent’anni a farli ragionare. Di fare capire agli individui della sua generazione che appiattirsi sul pensiero comune, può risultare così pericoloso da portare alla totale distruzione. Dopo centovent’anni di tentativi, il conformismo ebbe la meglio. Trascinando con sé, negli abissi profondi, tutti quelli che non avevano avuto il coraggio di guardare il mondo con lenti diverse. Di questi individui che osservavano l’acqua mentre oltrepassava le loro spalle e in silenzio annegavano insieme al proprio mondo, non conosciamo nemmeno un nome. E’ Noach il protagonista assoluto di questo momento di trasformazione. Solo di lui e della sua famiglia consociamo la vita in ogni dettaglio. Sono i diversamente allineati, quelli che rimangono quasi senza fiato pur di continuare a nuotare controcorrente che incidono i libri di storia. Sono quelle voci fuori dal coro, quelle minoranze spesso derise, che sopravvivono alle correnti dei tempi. Sono i Noach, i Noè di ogni generazione che hanno il potere di forgiare il futuro del mondo. Sono quelli che si battono ogni giorno pur di non cadere nella trappola del tutti uguali a ogni costo, i privilegiati della sopravvivenza. Solo loro, quelli che non smettono nemmeno per un istante di pensare in maniera diversa, possono dire,  dopo migliaia di anni, io sono.

 

Gheula Canarutto Nemni

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