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Fino a qualche anno fa ci si svegliava al mattino con la paura di aprire i giornali. Di trovarci la fotografia della carcassa di un autobus, di bambini che credevano di andare a scuola, di madri convinte di poter scendere per entrare nel proprio ufficio. Il nome Israele faceva rima con terrore, con paura, con timore. Di non sapere cosa sarebbe successo nell’arco di poche ore.

Ci dicevano che la soluzione sarebbe passata attraverso la ‘restituzione’ di terre conquistate col sangue dei nostri soldati. Attraverso l’abbonimento di un nemico sulla cui cartina, noi ebrei e la nostra terra, non ci siamo mai stati.

E’ arrivata l’Europa, i movimenti di estrema destra alternati ai pacifisti incalliti, incuranti degli errori passati e della saggezza dell’apprendere la storia nella sua verità accecante.

Abbiamo cercato di farla felice, di darle tutto ciò che ci chiedeva.

L’Onu ci ha poi imposto trattati di pace, insediamenti bloccati, ‘coloni’ come li chiama il mondo, buttati in caravan con le loro famiglia.

In silenzio, in un angolo, c’era sempre l’America, baluardo della democrazia nel 1945, sentinella contro dittature e regimi.

L’America.

Con la sua innata propensione alla difesa della verità, dei diritti umani reali, quel paese, abbiamo pensato, non ci avrebbe mai abbandonato.

Così, in nome di una lunga amicizia dovevamo essere pronti a seguirne le direttive. Quegli inviti gentili, con toni da amici, a pendere sul serio le proposte di pace di chi ci sogna in brandelli, quei ritiri unilaterali in cui una parte si arrende mentre l’altra colpisce con ancora più forza.

Finché un giorno, un presidente di quell’insieme di stati, ha dichiarato apertamente che il peso sulla coscienza del mondo di una nuova casa costruita sul territorio ebraico è preponderante rispetto a testate nucleari nascoste nella sabbia di un paese islamico.

E tu ebreo ti svegli al mattino e pensi e ora cosa si fa?

Hai due scelte, ci risponde la storia e Chi la crea in ogni momento.

a)Puoi rimettere il tuo destino nelle mani e nelle menti di uomini in carne ed ossa, in strategie di armamenti e disarmo, di ritirate e rese, negli umori mattutini dei diplomatici o nel desiderio di fama dei presidenti di turno. Ma ricordati che affidandoti alla natura, D-o dirà Mi ritiro, che le leggi del mondo facciano la loro parte.

b)Oppure puoi rimetterti nelle mani di Chi quegli accadimenti li produce e guida. Capendo che la sopravvivenza del nostro popolo tra i settanta lupi che lo circondano, non è altro che un miracolo a ciclo continuo.

A voi la scelta, dice D-o. O ricadere nella normalità dei meccanismi causa-effetto, delle vittorie del più forte, degli ammiccamenti ai presidenti. Oppure affidarsi a D-o, al Suo volere, a ciò che si aspetta dall’ebreo in questo mondo. E alla Sua capacità di stravolgere le leggi della natura in mezzo secondo.

Gheula Canarutto Nemni

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