purim 2 

Cercalo nei raggi che entrano attraverso la tua finestra dopo lunghi mesi di grigio e di freddo.

Cercalo nei primi passi di un bambino che dodici mesi fa non distingueva la luce dal buio, né il tuo volto da quello di un perfetto sconosciuto.

Cercalo nell’aria che si scinde in molecole entrando nel tuo corpo per alimentare ogni processo vitale.

Cercalo nella capacità di trasformare un’idea, una piccola illuminazione, in un grande progetto, in un’azione concreta, che forse cambierà il domani.

Cercalo nel sorriso di un estraneo che entra in sintonia con te senza averti mai visto prima.

Cercalo nelle foglie, nelle onde, nel blu del cielo, nel colore di un fiore, nella forme perfette di un petalo e del piede di un neonato.

Cercalo in una regina incaricata di salvare un intero popolo. Nel suo coraggio, nel suo salto nel vuoto verso un destino che forse non le avrebbe sorriso.

Cercalo nei passi audaci di un nemico che prende incontrastato il potere.

Cercalo lì, nel mondo che gli si inchina, che non osa ribellarglisi, gente che obbedisce ciecamente senza porsi troppe domande.

Cercalo nell’umore di un re, nella sua insonnia incurabile. Nel suo tentativo di prendere sonno ricordando le azioni generose di un uomo qualunque.

Cercalo lì, nei meandri più bui, negli angoli nascosti di una storia che sembra seguire il proprio corso.

Cercalo in un incontro, non solo in un mare che si spacca, in un fenomeno che ti lascia senza fiato.

Se gli darai appuntamento, domandandogli un segno di riconoscimento, lui sarà lì, pronto a farsi toccare con mano. E tu, stupito penserai che non è per niente cambiato. Rispetto alla prima volta in cui l’avevi visto. E l’avevi chiamato ‘miracolo’. Ora ne è passato di tempo e, lentamente, ti ci sei abituato. E anche il suo nome, nella tua mente l’hai modificato.

Ora lo chiami natura e forse proprio qui sta la tua sfida, il tuo banco di prova.

Leggi la storia di Ester, quella concatenazione di casualità e di episodi. Guarda dietro alla maschera di questi fenomeni che ora chiami natura. E ringrazia D-o. Per gli infiniti miracoli che si ripetono anche per te, per me, per ognuno di noi, in ogni secondo, a ogni respiro.

Purim sameach

Gheula Canarutto Nemni

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