Caro Papà,

Ti scrivo prima che questo anno finisca. Che chiuda le porte dietro di se’ senza dare la possibilità di tornare indietro. Ti voglio ringraziare per tutto quello che mi hai dato, per la luce, i sorrisi, le guarigioni, i momenti banali, noiosi e quei picchi di felicità ed entusiasmo. Non è un momento facile per chi hai messo al mondo. Sputati fuori da pagine ingiallite della storia, sono spuntati nuovi cavalieri del male. Persone il cui desiderio più grande è seminare terrore e distruzione in ogni angolo. Sono persone che vivono con un unico sogno. Riportare le lancette del tempo, della civiltà, indietro di centinaia di anni. Per farci sprofondare in un buio profondo. Per questo caro Papà ti scrivo. Per renderti partecipe dei miei propositi per il nuovo anno. Anch’io partirò per la mia guerra. Non voglio osservare passivamente questa rivoluzione in corso, desidero dare il mio contributo in questo momento cruciale. Farò uso delle armi più potenti, quelle che storicamente hanno provato di essere vincenti. Mi sto esercitando. Tra i combattenti, voglio essere il migliore. Papà, nonostante per molti anni abbia un po’ dimenticato chi sono, alle soglie di questo nuovo anno ho preso questa decisione. Magari le persone intorno a me mi guarderanno un po’ strano. Ma ormai ci ho fatto l’abitudine. E d’ora in poi non sarà più il pensiero altrui a forgiare ogni mia azione. Per questo sono qui, a manifestare nero su bianco la mia dichiarazione d’intenti. Voglio poter rileggere questa lettera nei prossimi 365 giorni e trovare il coraggio per non nascondermi più dietro le quinte. Papà, ho ripescato nelle memorie del tempo l’arma che tu mi hai insegnato ad imbracciare quando spade minacciose pendono sulla mia testa. Ed ora ne farò uso a oltranza. E’ giunto il momento di non subire più in silenzio. Non voglio più commiserazione, voglio rispetto. Per me e i mie fratelli. Per questo ho deciso. Per ogni immagine crudele, per ogni messaggio di minaccia e di morte, prenderò su me stesso una mitzvà ulteriore. Per ogni pagina di buio che scriveranno, ne scriverò due colme di luce. Per ogni urlo di guerra che invaderà il mio schermo, insegnerò ai miei figli una nuova preghiera. Ogni atto violento lo controbilancerò con un Tuo insegnamento. Perché è questo il modo di combattere che tu mi hai insegnato. Papà concedimi il coraggio di raccontare a testa alta chi sono, da dove vengo, perché mi hai portato al mondo. Ti prego sorreggimi quando rischio di soccombere, quando il buio là fuori mi attanaglia l’anima togliendo il respiro. Non con la forza ma con il Mio spirito, questo sarà il mio nuovo motto.

Ktivà vachatima tovà, Gheula Canarutto Nemnishofar chagall

 

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