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Gheula Canarutto Nemni

Nella diversità siamo tutti uguali

Month

March 2015

Perché gli ebrei hanno la libertà incisa nel dna…

pesachTra pochi giorni le matzot saranno sulle nostre tavole. Laveremo la lattuga, bolliremo le uova, arrostiremo colli di polli o cosce di agnello. Riempiremo quattro bicchieri, canteremo, ricorderemo le dieci piaghe, il pane che non aveva fatto in tempo a lievitare, la spaccatura del mare. Trasmetteremo ai nostri figli quello che i nostri genitori hanno trasmesso a noi, tramandandoci quello che i nostri avi hanno continuato a insegnare senza mai interrompere né modificare il messaggio. La prima sera racconteremo che la matzà che stiamo mangiando è in realtà fede allo stato puro che stiamo assorbendo. La seconda sera spiegheremo che la nuova quantità di matzà che stiamo masticando si trasformerà in salute fisica e spirituale per l’intero anno che poi vivremo. Dagli ebrei nessuna festa è solo occasione di festeggiamento. Si è allegri, felici, si sta in buona compagnia, si mangia e si beve. Ma tutto questo è solo un contorno. Un piccolissimo dettaglio nel quadro di ciò che si sta svolgendo. Ogni celebrazione è fonte di insegnamento. Seduto intorno a un lunghissimo tavolo sul quale stanno poggiati quegli strani pezzi di pane azzimo, il popolo ebraico ricorda a se stesso che la libertà non è solo una parola da urlare come slogan nelle manifestazioni. E’ un concetto che va tramandato, fatto assorbire, scorrere nelle vene, nostre e delle generazioni future. La libertà è quell’insieme di atti che continui a svolgere anche se sono passati più di tremila anni da quel momento. Anche se da allora è arrivato il rinascimento, l’illuminismo, la celebrazione dell’uomo e la derisione di tutto questo. Libertà è continuare a cantare alla fine di ogni seder che l’anno prossimo si starà tutti insieme a Gerusalemme. D-o incise le lettere sulle tavole dei dieci comandamenti. Nella Torà sta scritto charut. Non chiamarlo charut (incisione) dicono i nostri maestri, ma cherut, libertà . Non è una semplice incisione quella che D-o fece quando ci diede la Torà, tutto quell’insieme di leggi, regole, tradizioni, obblighi e proibizioni. Non, non fu solo un’incisione. Ma una vera e propria dichiarazione di indipendenza. La libertà di trovare nel pane azzimo fede e salute oltre all’acqua e alla farina. Libertà è pensare e comportarsi in maniera autonoma rispetto al resto del mondo.

 

Pesach Kasher vesameach

Gheula Canarutto Nemni

 

 

 

Elezioni Israele marzo 2015

Ognuno di noi è un granello di sabbia in una immensa spiaggia. Un ingranaggio determinante in un meccanismo collaudato. Un pezzo di un puzzle di qualche miliardo di parti. Uno squarcio in una fotografia a 360 gradi. Ognuno di noi è la gamba senza la quale traballerebbe la sedia. Un filo elettrico senza il quale la luce non si accenderebbe. La batteria che fa muovere le lancette di un orologio. Ma anche una lancetta, senza la quale chi guarda l’orologio non saprebbe che ore sono. Siamo una vena, un’arteria, grazie alla quale l’organismo vive. Siamo un elettore in grado di spostare i destini politici di intere nazioni. Ognuno di noi è importante, fondamentale. Capace, se solo lo desidera, di dare un contributo indispensabile e insostituibile, all’intero universo. Voglio te, ti dicono durante le campagne elettorali. Voglio il tuo voto, il tuo appoggio. Anche se sei solo uno, per loro vali tanto. Ti portano ai seggi, ti inondando la mail di slogan e volti. Promettono, barattano, contrattano. Tutto per il tuo sostegno. E tu capisci che non è vero quello che ci vogliono fare credere. Che nella moltitudine le nostre azioni si perdono. No, al ballottaggio si può arrivare e vincere anche per un solo voto. Una singola, piccola azione può ribaltare i pronostici e gli esiti. Tu sei fondamentale, ti dicono i politici del momento. E tu ti ricordi che, come dicono i saggi, per te, solo per te, per il tuo essere un granello, un ingranaggio, una pedina fondamentale, per le tue potenzialità da utilizzare al meglio, è stato creato il mondo.

 

Gheula Canarutto Nemni

elezioni israele

D-o non deve stare tra le righe…

Alla vigilia di Purim, mi trovavo nella mia cucina ad ascoltare  Bibi Netanyahu. Mentre chiudevo gli ultimi pacchi da mandare ad amici, parenti e compagni di classe dei miei figli, pensavo che il ministro aveva proprio ragione. Nel suo discorso davanti al Congresso americano stava dicendo  che dobbiamo stare attenti. Perché la  storia si ripete, volta dopo volta, in un ciclo perpetuo che non ha mai fine. Bibi ha raccontato della regina Ester e del suo coraggio di andare a domandare al re persiano di salvare la vita agli ebrei del suo regno e permettere loro di difendersi. Dopo poche ore nel mondo i bambini battevano i piedi e rompevano i timpani ai grandi, coprendo col loro rumore il nome dell’acerrimo nemico Haman, il ministro persiano antisemita. Nell’aria ancora riecheggiavano le parole di Netanyahu. Sull’antisemitismo iraniano dei nostri giorni, sugli  Haman del 2015, che sognano di vedere sparire tutti quegli ebrei che non gli si inchinano. La storia si sta ripetendo di nuovo.  Bibi ha pronunciato in ebraico le parole di Moshe ‘fatevi forza e coraggio, non temete e non spaventatevi davanti ai vostri nemici’ e nel Congresso è di nuovo esplosa una standing ovation. Dobbiamo imparare dagli errori della storia, ha ribadito. Cercare di non ripeterli per non inciampare negli stessi passi falsi. Durante la storia di Purim, Haman ha potuto prendere potere perché si e’ venuto a creare uno spazio, un vuoto da colmare. Tra gli ebrei e D-o. Il popolo ebraico ha cercato di ingraziarsi il re del momento, accantonando per qualche istante determinante, la fede in D-o che l’aveva  fino ad allora protetto tra settanta lupi affamati. Ora che la storia si ripete e’ da lì che dobbiamo imparare. Per arrivare a quella vittoria Ester domanda che tutta la nazione preghi e digiuni e ricordi a se stessa che la sopravvivenza di un ebreo non dipende da quanto ci amano i politici del momento.  E’ vero Moshe ha incoraggiato gli ebrei nel deserto, a pochi metri dalla terra di Israele che avrebbero dovuto iniziare a conquistare. Ma mentre in cucina stavo in piedi pronta per esplodere in un’altra standing ovation, ho smesso di arricciare i nastri intorno alle confezioni di Purim, in attesa. Che la frase di Moshe venisse terminata. ‘Fatevi forza e coraggio, non temete e non spaventatevi davanti ai vostri nemici…’, certo abbiamo oggi come allora  un esercito e andiamo  a combattere. Ma Moshe aggiunge una postilla vitale per la sopravvivenza del nostro popolo. Fatevi forza e coraggio, non temete e non spaventatevi davanti ai vostri nemici, perché H’ il tuo D-o andrà sempre con te e non ti abbandonerà né mai lascerà mai”. Di Purim ce n’è stato uno. Una intera meghila’ e’ stata scritta omettendo il nome del Creatore. Ora che la storia torna su se stessa dobbiamo imparare. A   non nascondere il nome di D-o tra le righe, a non lasciarlo sospeso tra le cose non dette. Ma a terminare con orgoglio e fede i nostri annunci al mondo intero. Se siamo ancora qui e’ perché abbiamo digiunato e pregato. È perché abbiamo avuto il coraggio di finire le nostre frasi dicendo che è da D-o che la nostra salvezza è sempre dipesa.

netanyahu-2Gheula Canarutto Nemni

Nessuna storia ebraica e’ solo una storia…

“Non so se ce la faccio. Potrebbe significare mettere in pericolo la mia vita. Sono più di trenta giorni che il re non mi chiama”. Dico al messaggero di portargli il messaggio. “Lo sai, la salvezza arriverà comunque. Che tu ti muova o no, che tu ti dia da fare o meno. Non si discute sul fatto che qualcosa accadrà. Bisogna solo capire attraverso chi questo avverrà”, mi riferisce il messaggero lasua risposta. Ripenso a tutti gli accadimenti che mi hanno portatafin qui. A quelle selezioni traumatiche che ho dovuto passare. Con quelle migliaia di donne che non vedevano l’ora di sedersi sul trono quando per me rappresentava l’ultimo dei miei desideri. Al re che, sorvolando lo sguardo sopra a tutte, l’ha posato proprio su di me, proclamandomi sua compagna di vita. I tasselli del passato si ricompongono davanti ai miei occhi in un quadro limpido. Io dovevo trovarmi qui, per fare questo lavoro su me stessa, in questo preciso momento. “Pregate e digiunate, non sarà facile fargli cambiare idea”. Dopo tre giorni mi accingo a varcare la soglia reale. Qualche metro mi separa da un ignoto destino. Probabilmente è per questo che sono venuta al mondo, per la possibilità di riaffermare, rischiando la mia stessa vita, che ogni cosa è guidata dall’Alto. 

Ora sono qui a mettere per iscritto tutta la vicenda. A raccomandare di trasmettere questa storia di generazione in generazione. Perché, ne sono sicura, purtroppo ce ne saranno ancora tanti di momenti come questo. In cui D-o si nasconderà dietro le quinte, in cui il Suo nome non comparirà in nessuna riga del racconto, in cui il buio si farà profondo e sembrerà non esserci una via di scampo. In cui ognuno penserà che tocca a qualcun altro. Non immergetevi nella pergamena ingiallita pensando che tutto questo appartenga solo al passato. D-o si nasconderà in molti momenti, perché vuole che ognuno di noi Lo vada a cercare. Ci fa credere che sia la natura a comandare, a dare vita a una concatenazione di eventi casuale. Vuole che siamo noi ad aprire il sipario su questi fenomeni e riconosciamo la Sua mano in ognuno di essi. In quel preciso istante ho capito che lo stravolgimento del destino di tutto il mio popolo sarebbe avvenuto con la preghiera e il digiuno, con la riaffermazione della presenza di D-o in ogni minimo dettaglio.  E tutto questo non sarebbe stato delegabile a nessuno. No, avrebbe dovuto partire, in primis, da me stessa. Non dimenticatelo. Siamo stati salvati infinite volte grazie a questo sforzo spirituale. E nessuno di noi può sapere se sarà proprio il suo primo passo a cambiare il finale dell’intera storia. 

 

Vostra Ester

 

Buon Purim!

Gheula Canarutto Nemni 



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