Alla vigilia di Purim, mi trovavo nella mia cucina ad ascoltare  Bibi Netanyahu. Mentre chiudevo gli ultimi pacchi da mandare ad amici, parenti e compagni di classe dei miei figli, pensavo che il ministro aveva proprio ragione. Nel suo discorso davanti al Congresso americano stava dicendo  che dobbiamo stare attenti. Perché la  storia si ripete, volta dopo volta, in un ciclo perpetuo che non ha mai fine. Bibi ha raccontato della regina Ester e del suo coraggio di andare a domandare al re persiano di salvare la vita agli ebrei del suo regno e permettere loro di difendersi. Dopo poche ore nel mondo i bambini battevano i piedi e rompevano i timpani ai grandi, coprendo col loro rumore il nome dell’acerrimo nemico Haman, il ministro persiano antisemita. Nell’aria ancora riecheggiavano le parole di Netanyahu. Sull’antisemitismo iraniano dei nostri giorni, sugli  Haman del 2015, che sognano di vedere sparire tutti quegli ebrei che non gli si inchinano. La storia si sta ripetendo di nuovo.  Bibi ha pronunciato in ebraico le parole di Moshe ‘fatevi forza e coraggio, non temete e non spaventatevi davanti ai vostri nemici’ e nel Congresso è di nuovo esplosa una standing ovation. Dobbiamo imparare dagli errori della storia, ha ribadito. Cercare di non ripeterli per non inciampare negli stessi passi falsi. Durante la storia di Purim, Haman ha potuto prendere potere perché si e’ venuto a creare uno spazio, un vuoto da colmare. Tra gli ebrei e D-o. Il popolo ebraico ha cercato di ingraziarsi il re del momento, accantonando per qualche istante determinante, la fede in D-o che l’aveva  fino ad allora protetto tra settanta lupi affamati. Ora che la storia si ripete e’ da lì che dobbiamo imparare. Per arrivare a quella vittoria Ester domanda che tutta la nazione preghi e digiuni e ricordi a se stessa che la sopravvivenza di un ebreo non dipende da quanto ci amano i politici del momento.  E’ vero Moshe ha incoraggiato gli ebrei nel deserto, a pochi metri dalla terra di Israele che avrebbero dovuto iniziare a conquistare. Ma mentre in cucina stavo in piedi pronta per esplodere in un’altra standing ovation, ho smesso di arricciare i nastri intorno alle confezioni di Purim, in attesa. Che la frase di Moshe venisse terminata. ‘Fatevi forza e coraggio, non temete e non spaventatevi davanti ai vostri nemici…’, certo abbiamo oggi come allora  un esercito e andiamo  a combattere. Ma Moshe aggiunge una postilla vitale per la sopravvivenza del nostro popolo. Fatevi forza e coraggio, non temete e non spaventatevi davanti ai vostri nemici, perché H’ il tuo D-o andrà sempre con te e non ti abbandonerà né mai lascerà mai”. Di Purim ce n’è stato uno. Una intera meghila’ e’ stata scritta omettendo il nome del Creatore. Ora che la storia torna su se stessa dobbiamo imparare. A   non nascondere il nome di D-o tra le righe, a non lasciarlo sospeso tra le cose non dette. Ma a terminare con orgoglio e fede i nostri annunci al mondo intero. Se siamo ancora qui e’ perché abbiamo digiunato e pregato. È perché abbiamo avuto il coraggio di finire le nostre frasi dicendo che è da D-o che la nostra salvezza è sempre dipesa.

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