corriere della seraSpettabile Corriere della Sera,
Spettabile Davide Frattini,
Ieri sera e’ stato perpetrato un duplice omicidio.
Due uomini, due padri, sulla strada per il Muro del Pianto, durante uno dei giorni più sacri del calendario ebraico, sono stati massacrati a pugnalate e colpi di arma da fuoco.
Una donna, la moglie di una delle due vittime, sta lottando per non lasciare orfani di madre e padre i propri figli.
Ho preso oggi il Corriere della Sera in mano. La notizia non c’è in prima pagina, ne’ in seconda. Non c’è in terza.
Èalladiciottesima.
Racchiusa in un riquadro senza fotografie, poche righe. Subito dopo si passa a parlare del bambino palestinese ucciso ad agosto, della spianata.
Sembra che queste vittime non abbiano dignità, non abbiano una storia, ne’ un volto.
Sono ultra-ortodossi, questa è l’unica descrizione che si legge.
Questa definizione che dietro all’ultra cerca di togliere umanità a chi è morto, quando ogni ebreo osservante che porti una kippah nera ricadrebbe in questa definizione senza alcun senso.
Questo ultra e’ una pugnalata dopo la loro morte.
L’educazione al domani passa molto attraverso i mass media. Sono loro che raccontano, descrivono, fanno vivere la realtà, suscitano empatia nel lettore.
No, non voglio il poveri ebrei.
Lo siamo stati già per troppo tempo.
Voglio uguale dignità, nella vita e nella morte.
Non ci sono esseri umani di seconda categoria.
Non ci devono essere padri di famiglia che si trasformano in ebrei ultraortodossi e quindi vittime ideologicamente  antipatiche.
Ci deve essere uguaglianza, anche nelle righe, negli spazi, nelle immagini.
Siamo stati creati tutti a immagine e somiglianza di D-o.
Siamo tutti, a prescindere dalla kippah che portiamo, dal foulard col quale ci copriamo, meritevoli di degna sepoltura. Anche mediatica.
Questa  è la vera democrazia che mi è stata insegnata.

Gheula Canarutto Nemni

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