Il mondo e la sua strategia di separazione del popolo ebraico

elal orthodoxHo visto innumerevoli cose nella mia vita.

Ho visto donne con indosso talit e tefilin volere pregare al Muro del Pianto. La notizia delle loro rivendicazioni fare il giro del mondo.

Ho visto una signora 81enne, sopravvissuta della shoà, fare causa alla El Al, la compagnia aerea israeliana, per averla spostata nella business class in seguito alle richieste di un ebreo ortodosso, sì uno di quelli che mette talit e tefilin e osserva lo shabat, che non voleva sedersi accanto a una donna.

Ho visto nemici esultare davanti ai sentimenti che queste notizie fanno nascere nell’animo del nostro popolo. Sentimenti di separazione, di non appartenenza, di divisione interna. Sentimenti di io con quelle persone non ho niente a che fare. Se c’è una cosa che sogna il nemico è vedere gli avversari farsi la guerra e distruggersi tra loro.

Ho visto profughi che bussano alle porte di paesi stranieri, il medio oriente ridotto in macerie. E i mass media dedicare spazi e notizie alle piccole controversie interne di una nazione corrispondente allo 0,2% della popolazione mondiale.

Ho visto un popolo ricevere la più alta rivelazione divina mai avvenuta in terra. L’ho visto pochi attimi dopo pregare a un vitello d’oro, come se la rivelazione non l’avessero mai percepita, come se la voce di D-o non fosse mai giunta alle loro orecchie, come se il Mar Rosso non si fosse spaccato davanti ai loro occhi. Ho sentito Mosè implorare il perdono per quella nazione.

E D-o dire ho perdonato come tu mi hai chiesto.

E poco dopo ho udito Mosè, il loro leader, chiamare tutti gli ebrei in raduno. Vayakhel Moshe’. Mosè li riunì. Avete appena peccato, è vero. Ma non è il peccato ciò che più dovete temere. Ma la separazione tra fratelli.

L’unione fa la forza, disse.

Anche di fronte ai peccati più grandi, anche di fronte alle discese spirituali più eclatanti, se starete insieme, ce la farete.

Sopravvivrete.

I vostri nemici faranno pubblicare notizie su ebrei ortodossi e su litigi davanti al Muro del Pianto.

Sappiate, è una strategia per indebolirvi. Ho visto D-o perdonare l’idolatria assoluta. Ma l’ho visto distruggere un santuario. Per l’odio che serpeggiava tra i suoi figli. Siamo nell’anno di Hakhel, l’anno in cui D-o si aspetta da noi uno sforzo per stare insieme.

Shemà Israel H’ è il nostro D-o, H’ è uno, diciamo ogni giorno. Nostro, di tutti gli ebrei insieme. Solo così nessuna forza esterna potrà mai sconfiggerci.

Gheula Canarutto Nemni

4 Replies to “Il mondo e la sua strategia di separazione del popolo ebraico”

  1. Gheula

    I need your articles translated into English! I love your writing but do not speak or read Italian :(( Any way to get a translation?

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  2. Comunque l’ebraismo non vieta alle donne di mettere i Tefillin, e quella signora ha fatto bene a fare causa alla el al per quel fatto, perchè cara mia l ebraismo insegna a confrontarsi con la realtà non a scapparne, per la mentalità del burqa basta e avanza l islam. È l ortodossia che sta rovinando Israele, Se D-o è il D-o di tutta Israele come ben dici allora non si capisce perchè un ebreo che non crede nel vostro ebraismo non avrebbe il diritto di pregare al Kotel, quando capirete che il D-o di israele è il D-o di tuttta israele allora si saremo più uniti.

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  3. Ho scoperto il tuo blog per caso ma sono contento di averlo trovato . Complimenti per la scrittura è soprattutto per il contenuto . Shalom aleichem

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