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Caro soldato che hai sparato a un terrorista che pochi attimi prima aveva accoltellato un tuo commilitone alla schiena.

Il mondo oggi ti è contro, c’è chi chiede di farti un processo.

Ti giudicano, pensano non avresti dovuto sparare, si mettono nei tuoi panni.

Ma la divisa, per difendere i civili dalla gente che li odia, la stai portando tu, non loro.

La responsabilità della vita altrui è sulle tue spalle, non su quei signori seduti comodi sulla poltrona della propria casa.

E’ molto facile giudicare a posteriori, quando non c’è alcuna tensione, quando non sei circondato da nemici che vorrebbero vederti morto nel minor tempo possibile.

Caro ragazzo che hai premuto il grilletto temendo che il terrorista portasse addosso una cintura esplosiva.

Se qualcuno avesse premuto quel grilletto a Bruxelles, a Lahore, in Turchia, ci sarebbero più di cento persone ancora vive.

E non vedove, vedovi, orfani e genitori che piangono sulla tomba del proprio figlio.

Nella Torah si racconta di un ladro che entra in casa di una persona con l’intenzione di derubarla.

Se il derubato uccide il ladro, per la Torah il derubato è innocente.

Perché, dice la Torah, chi entra in un posto con delle cattive intenzioni, sa che mette la propria vita in pericolo.

Mentre il rappresentante della religione più diffusa al mondo dimentica di nominare Israele tra i paesi vittime del terrorismo, mentre la società occidentale piange molto meno per chi è morto in un parco a Lahore, per chi viene decapitato in Siria e quella stessa società versa una quantità maggiore di lacrime per chi stava a un banco del check in a Bruxelles, mentre intorno a noi si dividono gli esseri umani in vittime di prima e seconda categoria, noi ebrei discutiamo sull’etica di sparare o meno a un terrorista che ha già cercato di uccidere.

Caro soldato, voglio solo che tu sappia una cosa.

Il tuo gesto ha probabilmente permesso a molti futuri bambini di venire al mondo.

Grazie a te, gli anni di altre persone potranno essere sfogliati sul calendario.

Chi è misericordioso con i crudeli finisce per essere crudele con i misericordiosi, sta scritto.

E quello che sta succedendo nel mondo oggi non è altro che il figlio del buonismo a tutti i costi.

Gheula Canarutto Nemni

 

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