Search

Gheula Canarutto Nemni

Nella diversità siamo tutti uguali

Month

December 2016

A Chanuka gli ebrei  festeggiano la vittoria della luce sul buio, del bene sul male. Nonostante tutto. 

Yehi or, fiat lux, luce sia, disse D-o. 

La luce comparve timida, nel buio immenso. 

Accennò qualche passo, un po’ tentennante, timorosa di scomparire per sempre inghiottita dal buio. 

Fatti avanti, sussurrò una voce dietro di lei. 

La luce alzò la testa e si guardò intorno. Il buio le lanciò uno sguardo di sfida.

 Non temere, sei più forte, disse di nuovo la voce. 

La luce prese coraggio e avanzò. 

Non credo ai miei occhi, le disse il buio. Chi pensi di essere per camminare così, nel mio territorio? 

Una tua piccola, infinitesima molecola lo può sconfiggere, suggerì la voce. 

Il cuore della luce era in tumulto. Da un lato la paura del proprio nemico, dall’altra la consapevolezza di essere stata creata con uno scopo preciso. 

Si fece coraggio ed entrò negli animi delle persone di fede, nel pensiero degli idealisti, nelle azioni di chi non si vuole arrendere. Si trasformò in molecole e attraversò l’universo alla velocità più alta del mondo. 

C’è una nazione che, una volta l’anno, per otto giorni, festeggia questa creatura coraggiosa che con un minimo accenno è in grado di sconfiggere un grande nemico. Con una piccola fiamma, illuminare un’intera stanza. 

C’è un popolo a cui è stato insegnato che I lumi vadano accesi in un crescendo, un lume in più ogni giorno,  uno dopo l’altro, perché la luce contagia chi le sta accanto.

Fiat lux, disse D-o creando il miracolo del buono, del positivo, del futuro, in un mondo che fino ad allora era stato buio.

 Yehi or, comandò D-o donando il potere all’essere umano di cambiare il proprio destino in un secondo, il potere di diffondere il bene e sconfiggere il male con un piccolissimo gesto. 

Una volta all’anno noi, figli ed eredi di persone che armate solo di luce e di bene, hanno difeso la sopravvivenza del nostro popolo, ricordiamo al mondo che il bene, la luce, se davvero si vuole, possono sconfiggere il male peggiore. 

Chanukah sameach! 

Gheula canarutto nemni 

Il segreto per capire la kabalah

kabalahSi affacciò alla finestra.

Le parole del maestro gli rimbombavano ancora in testa.

Non limitarti a quanto vedi con i tuoi occhi, ragazzo mio. Se fosse stato questo l’atteggiamento degli studiosi, dei ricercatori, degli scienziati, ora non avremmo la luce in casa. Vedi tu forse la corrente correre lungo il filo quando premi l’interruttore? Visualizzi davanti a te le onde che partendo da una semplice scatoletta, attivano mondi virtuali sul tuo computer? Puoi visualizzare cosa muove il satellite in mezzo alle stelle quando viene comandato dalla lontana terra?

Quello che vediamo è solo una infinitesima parte di ciò che esiste davvero. La realtà che sta davanti ai nostri occhi è un velo. E dietro al velo energie invisibili alimentano, modificano, innescano moti di cui ignoriamo ancora l’esistenza. Per secoli gli scienziati considerarono il concetto di D-o un peso per la ragione e venerarono il meccanismo causa-effetto che non lasciava spazio ai miracoli, alla provvidenza, alla fede. Finchè arrivò Einstein, un uomo allergico alle apparenze e disse tutto è energia e questo è tutto quello che esiste, ritrovando l’atomo lungo il proprio cammino.

Quindi non ti stupire quando ti dicono che una tua semplice preghiera può apportare cambiamenti dall’altra parte del globo. Non meravigliarti se certi cibi permessi contengono un tipo di energia e altri, proibiti, ne contengono un’altra. Nessuno ha mai visto o misurato una particella o un’onda di gravità. Eppure tu stai attaccato al terreno. Non vedi l’energia dentro alla materia. Eppure è lì, ed aspetta solo che tu la riscopra, che tu usi il vino per fare kidush, il denaro per fare tzedakà, un’ora del tuo tempo per insegnare a tuo figlio che le parole dello shemà lo legheranno per sempre al proprio Creatore.

Sintonizzati sulla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà. Non c’è altra via. Questa non è filosofia. Questa è fisica, insegnò Einstein. Raccontando quello che la chassidut, rielaborando la kabalah per adattarla alla portata dei meno esperti,  aveva rivelato più di due secoli prima al mondo intero.

Gheula Canarutto Nemni

Quando domandiamo ‘D-o, perché?’, forse una risposta c’è

lacrime

Un giovane studente del Ramban si ammalò gravemente. Il suo maestro andò a trovarlo. L’immagine del giovane, mentre viveva gli ultimi momenti di vita terrena, lo colpì profondamente, aprendo il varco a una domanda che avrebbe voluto porre al Responsabile di tutto questo.

“I Cieli sono separati da cancelli. Ogni cancello possiede la propria chiave” disse il Ramban al giovane studente. “Ti dò le chiavi per aprirli tutti. Quando avrai superato anche l’ultimo ti domando di farmi un favore”.

Lo studente posò lo sguardo sul proprio maestro. “Quale?” gli chiese.

“Dopo avere varcato tutti i cancelli ed avere attraversato tutti i Cieli, arriverai davanti al Trono Celeste. Lì, porgi una sola domanda”

Ramban prese fiato. “ D-o, perché?”

Poco tempo dopo lo studente lasciò la terra. Per sei mesi il suo maestro non ricevette risposta. Finchè una notte il giovane gli apparve in sogno. ”Maestro”, gli disse, “ho varcato tutti i Cieli. Sono arrivato lì dove tu mi hai detto.”

“Hai domandato a D-o perché? Perché una giovane vita come la tua ha dovuto essere interrotta così presto?”

“No, maestro. Non ho domandato nulla. Perché qui, dove mi trovo, la tua domanda non necessita più di una risposta”.

Pochi giorni fa una giovane anima è stata strappata da questa terra. Potremmo riempire le giornate con infiniti punti di domanda. Continuare a chiedere che dal Cielo ci spieghino perché, perché queste cose accadono. Ma forse quello che ci si aspetta da noi, è altro.

E i vivi metteranno la lezione nel proprio cuore, dice Kohelet.

Ogni attimo di permanenza su questa terra, è un’occasione che D-o ci regala.

Possiamo scegliere di riempire queste miriadi di istanti con punti di domanda, con dubbi. Le nostre energie vitali, quelle che ci spronano a fare, a dare, a migliorarci, caleranno drasticamente.

Ogni domanda sul perché D-o faccia tutto questo, aprirà il  varco al vuoto, all’inerzia, alla stanchezza spirituale.

Le domande spengono il fuoco che si ha dentro e alimentano quella parte di noi che è stata creata per ostacolare la nostra crescita come esseri umani.

L’inerzia è il crimine più grande che l’essere umano possa compiere contro le proprie ore. 

Cara Alisa, ancora una volta ce la metteremo tutta per fare assorbire la lezione dal nostro cuore.

Ancora una volta un’anima speciale ha transitato su questa terra per scuoterci e ricordarci il vero scopo per il quale siamo stati creati. La Torà, le mizvot, tramandare ciò che ci è stato trasmesso.

In questo momento sono le azioni, quelle buone, che contano. La luce, il bene.

Alla fine dei conti, dopo avere sentito tutto, l’importante è temere D-o e osservare i Suoi comandamenti, perché questo è tutto l’uomo, ci dice nelle ultime righe Kohelet. 

Che il Cielo possa consolare la famiglia di Alisa e fare vivere a tutto il nostro popolo solo momenti felici

Gheula Canarutto Nemni

Blog at WordPress.com.

Up ↑

%d bloggers like this: