kabalahSi affacciò alla finestra.

Le parole del maestro gli rimbombavano ancora in testa.

Non limitarti a quanto vedi con i tuoi occhi, ragazzo mio. Se fosse stato questo l’atteggiamento degli studiosi, dei ricercatori, degli scienziati, ora non avremmo la luce in casa. Vedi tu forse la corrente correre lungo il filo quando premi l’interruttore? Visualizzi davanti a te le onde che partendo da una semplice scatoletta, attivano mondi virtuali sul tuo computer? Puoi visualizzare cosa muove il satellite in mezzo alle stelle quando viene comandato dalla lontana terra?

Quello che vediamo è solo una infinitesima parte di ciò che esiste davvero. La realtà che sta davanti ai nostri occhi è un velo. E dietro al velo energie invisibili alimentano, modificano, innescano moti di cui ignoriamo ancora l’esistenza. Per secoli gli scienziati considerarono il concetto di D-o un peso per la ragione e venerarono il meccanismo causa-effetto che non lasciava spazio ai miracoli, alla provvidenza, alla fede. Finchè arrivò Einstein, un uomo allergico alle apparenze e disse tutto è energia e questo è tutto quello che esiste, ritrovando l’atomo lungo il proprio cammino.

Quindi non ti stupire quando ti dicono che una tua semplice preghiera può apportare cambiamenti dall’altra parte del globo. Non meravigliarti se certi cibi permessi contengono un tipo di energia e altri, proibiti, ne contengono un’altra. Nessuno ha mai visto o misurato una particella o un’onda di gravità. Eppure tu stai attaccato al terreno. Non vedi l’energia dentro alla materia. Eppure è lì, ed aspetta solo che tu la riscopra, che tu usi il vino per fare kidush, il denaro per fare tzedakà, un’ora del tuo tempo per insegnare a tuo figlio che le parole dello shemà lo legheranno per sempre al proprio Creatore.

Sintonizzati sulla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà. Non c’è altra via. Questa non è filosofia. Questa è fisica, insegnò Einstein. Raccontando quello che la chassidut, rielaborando la kabalah per adattarla alla portata dei meno esperti,  aveva rivelato più di due secoli prima al mondo intero.

Gheula Canarutto Nemni

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