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Gheula Canarutto Nemni

Nella diversità siamo tutti uguali

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May 2017

I ragazzi che devastano le tombe nel cimitero ebraico come testimoni del nostro tempo 

 

Oggi scrivo a voi, ragazzi che avete distrutto e preso a calci le lapidi e le tombe di chi non c’è più.

Mi rivolgo a voi, bambini che state iniziando a crescere e invece di coltivare qualcosa che poi crescerà, rompete e vandalizzate il ricordo di chi non può nemmeno difendersi. Vi immagino entrare in quel cimitero, al Verano, strano luogo di ritrovo per dei ragazzi della vostra età. Forse vi stavate annoiando, forse cercavate di farvi belli gli uni agli occhi degli altri. O forse, i vostri genitori non vi hanno trasmesso un vero senso, profondo, da dare ai vostri giorni. Raccontano che venite da quelle brave famiglie al di sopra di ogni sospetto. Famiglie dove ricevi un po’ tutto, in cui non devi lottare per ottenere ciò che desideri. E voi, giovani pieni di energia, vi ritrovate con la voglia di fare senza sapere dove la potete incanalare. Vorreste alzarvi, dare il vostro contributo, ma nessuno vi indica la direzione in cui andare. E così vi ritrovate vuoti, con ore e ore a cui cercare di dare uno scopo. Vi guardate negli occhi e decidete di riempire questo immenso cratere di valori e ideali, con calci e atti vandalici nel regno dei morti.

Non siete voi che dobbiamo punire. La colpa non sta nella società che vi circonda. Andiamo alla ricerca di grandi parole senza un senso ben definito, per non additare nessuno in particolare. Invece il colpevole c’è. E si chiama educazione. La colpa sta in chi non si è preso la briga di sedersi vicino a voi per spiegarvi quanto ogni minuto di vita sia un regalo inestimabile che non ritorna. E’ colpevole chi non vi ha insegnato a guardarvi intorno, a cercare chi avrebbe bisogno di voi. Chi non vi ha tirato fuori la passione per qualcosa di positivo, per l’arte, per la musica, per un bel libro.

Vi hanno lasciati vuoti. E voi, con l’immaturità e irresponsabilità della vostra età, vi siete riempiti da soli.

Ogni cosa che succede là fuori è un insegnamento per migliorarci. Diamoci da fare perchè nessuno dei nostri figli si ritrovi mai perso nel vuoto di valori. Riempiamoli di amore per il bene, per le cose importanti. Insegniamo la gioia nel dare, nell’aiutare.  Riempiamoli così tanto da sembrare quasi troppo. Quando si vuole bene si vuole dare tutto. Se vogliamo bene ai nostri figli imbottiamoli di valori, di rispetto. Non lasciamo le briglie dei nostri giovani sciolte,  senza controllo. La libertà assoluta è un male. La libertà deve scorrere su binari positivi. Altrimenti il treno deraglierà schiantando se stesso e chi ci sta viaggiando.  

Gheula Canarutto Nemni

Lettera aperta a Obama sulla presunta correlazione tra cambiamenti climatici e terrorismo

Gentile Presidente Obama,

Pochi giorni fa le Sue parole hanno riecheggiato nell’aria di Milano, la mia città.

Abbiamo avuto l’onore di sentire la Sua opinione riguardo alle nuove tecnologie, all’impatto che avranno sul futuro dei nostri figli. Riguardo al cibo, alla salute, agli sprechi.

Poi ha iniziato a parlare di immigrazione, dei profughi che soffrono la fame a causa dei cambiamenti climatici, persone che non hanno lavoro perché il clima si sta modificando.

“Sono certo che questa sia una delle cause che provocano la radicalizzazione e fomentano il terrorismo in molti paesi del Medio Oriente e dell’Asia del Sud. Se molti giovani si ritrovano disoccupati, finiscono per indirizzare le proprie energie in un modo non sano”. Queste sono state le Sue parole.

Le ho rilette tre volte, forse avevo perso un pezzo per strada.

La disoccupazione è una delle cause del terrorismo. Questa frase va contro ogni valore in cui sono stata allevata, contro ogni principio che mi hanno insegnato. Stiamo davvero illudendoci che una persona possa arrivare ad uccidere degli innocenti perché non ha un impiego?

Gentile Presidente Obama, dobbiamo impegnarci a trasmettere ai nostri figli un messaggio diverso. Un messaggio che vada oltre il lavoro, le necessità materiali e il denaro.

Di tutto questo ne abbiamo bisogno, senza ombra di dubbio. Cibo e lavoro dovrebbero essere diritti garantiti a ogni essere umano.

Ma la vita riserva sempre delle sorprese. In tempi di crisi economica o di guerra ci si può ritrovare disoccupati, qualche volta senza cibo nel frigorifero.

Nessuna di queste condizioni può essere usata come giustificazione per uccidere dei giovani in una discoteca, per fare saltare per aria un autobus, per lanciare un aereo contro le Torri Gemelle.

Molti terroristi che hanno stravolto il nostro mondo con i loro atti violenti, non erano nè disoccupati nè affamati. Molti di loro erano acculturati, sia dal punto di vista occidentale che sotto quello dell’estremismo islamico.

Nel medio oriente, in Asia del sud e in Europa, molte persone stanno incanalando le proprie energie in direzioni sbagliate. Perchè nessuno si sta occupando di muovere queste energie nella giusta direzione.

La nostra società è in preda a un vuoto ideologico. Ed è in questo vuoto che le ideologie violente si radicano con grande successo.

Non stiamo trasmettendo ai giovani dei valori veri.

Ci stiamo dando da fare per nutrire i loro corpi e qualche volta la loro cultura.

Ma stiamo trascurando il loro spirito.

Gli esseri umani sono fatti di corpo e anima. Entrambe queste dimensioni necessitano di nutrimento.

Le nuove generazioni sono affamate di valori. Sono assetate di mete verso cui correre.

Chi vuole davvero fare progredire l’umanità e portarla fuori dal tunnel buio in cui è rimasta incastrata, non può occuparsi solo degli aspetti materiali del mondo.

Un individuo può possedere milioni di dollari, ma senza uno scopo, un obiettivo di vita, sarà una persona povera e vuota, pronta ad essere riempita. Dal bene e dal male.

Per cambiare in meglio il destino dell’umanità, bisogna investire sull’educazione di ogni persona.

Non sono i cambiamenti climatici che trasformano gli individui in terroristi. Né i campi senza raccolto. E’ l’aridità in campo educativo. Iniziamo a sfamare le nuove generazioni, oltre che con il cibo materiale, anche con quello morale.

Gheula Canarutto Nemni

 

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obama milan

Open letter to President Obama on climate change and it consequence on terrorism

Schermata 2017-05-11 alle 22.18.56Dear President Obama,

A few days ago your words filled the air of Milano, the town where I live.

You gave an interesting perspective about technology; about the impact it is having on our children’s future. You spoke about healthy food and waste.

And then you spoke about immigration, about refugees who suffer from food shortages because of the climate change and how this has an impact on unemployment.

“I am certain that this is part of the problem that instigates radicalization and terrorism in many countries of the Middle East and South Asia. If many young people are unemployed they will channel their energies in an unhealthy way.” These were your words. I read them three times. It was hard for me, as a parent and as an educator, to believe that unemployment can be claimed as one of the causes of terrorism. It was against the values I was raised in, against all my credos; to delude oneself into thinking that a person can arrive to the point of killing somebody else simply because he himself does not have a job.

Dear President Obama, we cannot encourage the future generations in the belief that everything revolves around a job, material needs, and money.

Yes, we need these things. Food and work should be universally granted rights.

But life is complicated, and sometimes you can be unemployed, and maybe even without any food in the fridge, due to an economic crisis period or a war.

But none of these conditions can be used as a justification for killing young people in a disco, putting a bomb in a bus or throwing an airplane into the Twin Towers.

Most of the terrorists who shook our world with their heinous crimes were not unemployed or hungry. In fact, some of them were educated people, educated under a Western point of view. And extremist Islam too.

In Middle East, South Asia and Europe, people channel their energies in unhealthy way, simply because no one is nourishing their souls in a positive way.

Our society is a big ideological vacuum, where violent ideologies are free to burrow their roots. We don’t provide young generations with real values. We are trying to nourish only their bodies, and maybe their culture, sometimes. Yet we are neglecting their souls. This is the reason why youngsters run towards harmful ideologies as they grow up. Human beings are made of flesh, and a soul. Of body and spirit. We need to nourish both of these dimensions.

New generations are hungry for values; they are thirsty for life’s principles and goals.

If you wish for real human progress, you cannot deal only with the material aspects of life. You can give a person millions of dollars, but if you deprive him of a goal, of an objective to run for, he will be the emptiest person in the world, ready to be filled with good or evil.

We should do our best to provide a healthy education to every individual. This goal, this directive, depends on you. It depends on all those who can change our world.

It is not climate change that makes people turn to terrorism. It is not dry fields. It is dryness in education, in values.

We must provide them with moral food too.

Sincerely,

Gheula Canarutto Nemni

P.S. You mentioned that activists need to propose pragmatic solutions. If you are interested, I have them ready for you.

 

 

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