Lettera al nostro papà che sta nei cieli

Caro papà, Un altro anno è passato. 

Seduto qui, davanti a questo foglio bianco, vorrei provare a fare un bilancio. 

Non mi sono sempre comportato come ti avevo promesso. 

Qualche volta ti ho trascurato e, non posso negarlo, ci sono stati momenti in cui ti ho accantonato, istanti in cui ti ho dimenticato. 

Mi hai chiamato e non sempre ho risposto. 

Ho dato per scontato tutto quello che mi hai donato, le tue attenzioni, i tuoi regali a cui mi sono così abituato. 

Papà, essere tuo figlio però non è la cosa più semplice al mondo. 

Sei un padre che pretende, che richiede, che sprona a non fermarsi mai davanti a niente. 

Il punto che io considero d’arrivo, è per te solo un’altra partenza. 

Quando mi sembra di avere fatto qualcosa di grande, mi dai una pacca sulla spalla e mi dici: domani, farai di meglio. 

Però so che lo fai per il mio bene. 

Non ti preoccupare figlio mio, nonostante i nostri alti e bassi, mi continui a ripetere, il nostro legame rimarrà per sempre immutato. 

Il mio affetto per te va al di là del tuo comportamento, mi hai detto un giorno. 

Le tue parole rimbombano nella mia testa facendomi capire cosa sia davvero l’amore di un padre.  

Tra poco arriverò da te come ogni anno. 

Cercherò di isolarmi da tutto e capire come intraprendere il mio nuovo cammino. 

Innanzitutto perdonami per non avere apprezzato, per quegli incontri che ho a più riprese rimandato.  

Il mio cuore vorrebbe dirti quanto ti amo, quanto sia importante saperti lì per me, nonostante tutto. Ma non trovo le parole giuste per dirlo. 

Papà, sono davanti alla tua porta e mi torna in mente quello che mi hai detto. 

Figlio mio, non sarai mai troppo lontano perché io non possa sentire un tuo grido d’aiuto.

Allora, ti prego, ascolta questo suono che tu stesso mi hai insegnato.

 Creatore del mondo, in questo primo giorno dell’anno raccolgo il fiato che Tu stesso mi hai dato e lo riverso nello shofar. 

 Il mio amore per Te lo esprimo attraverso questi semplici suoni, che provengono dalla parte più profonda di me stesso. 

Eccoti, figlio mio, sei ritornato. 

Sì papà, è questo richiamo puro, senza consonanti e vocali, che mi ha riportato.  

Shana’ tova’ umetuka,

Che possa essere un anno dolce per tutti 

Gheula Canarutto Nemni 

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7 Replies to “Lettera al nostro papà che sta nei cieli”

  1. Shana’ Tova’ a te ed alla tua famiglia, cara Gheula. ♡
    Riesci sempre ad emozionarmi.
    Grazie di cuore.
    Tantissimi auguri per un Anno buono e dolce come il miele. 🙂
    Possa l’Eterno iscriverti nel Libro della Vita, donandoti gioia e tante benedizioni.

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  2. Ho sognato che camminavo in riva al mare con un angelo e vedevo sullo cielo tutti i giorni della mia vita.
    Ogni giorno apparivano sulla sabbia due orme : le mie e quelle del angelo. Ma in alcuni posti ho visto una sola orma,
    proprio nei giorni piu’ difficili della mia vita.
    Allora ho detto : “Angelo ,ho scelto di vivere con te e tu mi avevi promesso che saresti stato sempre con me,perche
    mi hai lasciato solo proprio nei momenti piu’ difficili ?!”
    Lui mi ha risposto: ” Figlio ,tu lo sai che io ti amo e non ti ho abbandonato mai , i giorni nei quali c’e’ soltanto un’orma
    sulla sabbia ,sono proprio quelli in cui TI HO PORTATO IN BRACCIO ! ”

    SHANA TOVA ,
    ATZMON

    Un studente di Noemi e Lia

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