Alain Finkielkraut è il prodotto naturale dell’ebraismo

 

Caro figlio,

ho deciso di scriverti queste righe dopo aver visto la scena in cui Alain Finkielkraut viene assalito verbalmente da un gilet giallo per le strade di Parigi, la città in cui è nato e cresciuto.

Penso a come il filosofo abbia sostenuto e giustificato questo movimento  e a come in cambio abbia ricevuto umiliazione, violenza e insulti.

Probabilmente non aveva appoggiato la causa giusta avrai forse pensato come molti.

La verità però è un’altra. E parte dal fatto che noi ebrei abbiamo il vizio dell’utopia.

Non c’è stata ideologia positiva nel corso della storia che non abbiamo provato ad abbracciare.

Quando abbiamo incontrato l’ellenismo, molti di noi ci si sono immersi pensando di avere trovato finalmente una cultura a misura d’uomo.

Fu davanti ai fumi della distruzione del Santuario di Gerusalemme che gli ellenisti aprirono gli occhi e capirono che quella filosofia metteva ogni uomo al centro del mondo al di fuori di uno. L’ebreo.

Il cristianesimo riuscì a diffondere i propri principi universali di amore e uguaglianza tratti dall’ebraismo, solo grazie agli ebrei, gli stessi che alcuni secoli dopo brucerà negli autodafè dell’inquisizione.

Siamo corsi ad abbracciare l’illuminismo, sperando che il lume della ragione contribuisse a restituire dignità anche a noi, ma per i filosofi di questa corrente l’ebreo rimaneva sempre un essere umano da trattare in maniera ‘speciale’.

Abbiamo sognato uno Yovel, un giubileo universale, in cui tutta la proprietà privata sarebbe  stata abolita e i giochi sarebbero ricominciati da capo.

Karl Marx, il padre del comunismo, era ebreo.

Ma questo non servì per salvare le centinaia di migliaia di ebrei che il regime comunista ha ucciso.

Se parteggiavamo con i comunisti, ci tacciavano di capitalisti.

Quando ci siamo schierati con gli imprenditori, ci hanno accusato di essere degli sfruttatori.

Non c’è stata ideologia in terra a cui non abbiamo contribuito, non è esistito movimento popolare a cui non abbiamo preso parte.

Ma nella storia non c’è stata quasi nessuna causa che abbiamo appoggiato che non ci abbia voltato le spalle, che non abbia identificato nell’ebreo, una minaccia da eliminare.

Per questo ho deciso di scriverti.

Per dirti che quello che senti in fondo al cuore, la tua voglia forte di contribuire al cambiamento, fa parte del tuo Dna di ebreo.

E che tutto ciò che le nuove correnti di pensiero ti propongono, le ideologie che pensi contengano messaggi positivi rivoluzionari mai visti prima d’ora, traggono radice e ispirazione dalla parola di D-o, dalla Torah. Aprila. Ci troverai dentro il rispetto assoluto dell’uomo, di qualunque credo e colore sia.

Ci potrai leggere l’obbligo dell’uomo di rispettare la donna più di se stesso, la sacralità della natura e di ogni minimo elemento del creato. Ci troverai quell’equilibrio delicato e raro dell’uomo che per migliaia di anni le diverse ideologie hanno inseguito e mai davvero raggiunto.

Se vuoi davvero contribuire a miglioramento del mondo, investi le tue energie in qualcosa di eterno, in una corrente che non è soggetta alle mode, che non dipende dal pensiero altrui, dall’avanzamento o dal decadimento. Approfondisci te stesso e la tua identità. Rinforza il tuo ebraismo. Da questo movimento nessuno ti scaccerà mai, nessuno ti additerà urlandoti: sei diverso.

Gheula Canarutto Nemni

 

2 Replies to “Alain Finkielkraut è il prodotto naturale dell’ebraismo”

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