Come una persona molto importante mi insegnò cosa significa essere grande

Avevo 15 anni e tante domande. Mi vergognavo di porle ai miei maestri, ai rabbini che conoscevo. Una delle mie maestre partiva per gli Stati Uniti e mi domandò, conoscendo la mia passione per chabad, se volessi mandare una lettera al Rebbe. Mentre mi imbarazzava l’idea di rivolgere le mie domande a chi conoscevo di persona, metterle nero su bianco per farle poi leggere al Rebbe, mi creava incredibilmente meno problemi.

Caro Rebbe, c’è una domanda che mi tormenta da tempo. A me sembra che sia più importante comportarsi bene ed essere delle brave e oneste persone piuttosto che porre l’enfasi su come ci si veste e quali parti del corpo si coprono. Vedo persone che fanno molta attenzione all’aspetto esteriore ma poi non rispettano il prossimo. Immagino sia preferibile agli occhi di D-o che una persona si concentri sul proprio miglioramento morale che non sul fatto che indossi un paio di pantaloni o una gonna che copra il ginocchio.

Chiedo una benedizione per tutta la mia famiglia

Ti ringrazio

Gheula

Un mese dopo la mia maestra tornò. Ti ho portato la risposta del Rebbe. Aprii la busta. Due righe.

Entrambe le cose che dici sono regole della nostra sacra Torah. Pregherò per la tua famiglia.

Avevo 15 anni e non rimasi affatto colpita dal fatto che il leader spirituale della nostra generazione mi avesse risposto.

Non mi sorprese il fatto che una persona che stava dalla mattina alla sera in piedi ad accogliere migliaia di persone che venivano a domandare un suo consiglio, avesse trovato il tempo per scrivermi.

Non mi stupì che la persona con cui si incontravano capi di stato e generali, personaggi famosi e rabbini autorevoli, avesse preso carta e penna e mi avesse risposto.

Non mi aveva rimproverato per la mia domanda, forse anche un po’ impertinente. Mi aveva risposto con rispetto, come si risponde a una persona adulta e importante.

In quel momento ho imparato la mia prima lezione di leadership.

Un vero leader non è quello che fa leva sulla sua capacità di influenzare gli altri per costruire ciò che fa comodo a lui, un vero leader non è il manager di turno che esercita la propria autorità facendo sentire piccoli gli altri.
Il vero leader dà tutto se stesso per creare altri leader, senza timore e forse persino con la speranza, che i suoi studenti lo superino. Rinforza le persone che gli stanno intorno e ne nutre l’autostima. Innesca reazioni a catena positive attraverso il rispetto e l’importanza che dà ad ognuno, grande o piccolo che sia.
A chi si chiede quale sia stato il segreto dietro alla capacità del Rebbe di riportare in vita l’ebraismo in tutto il mondo, si può rispondere con le parole di rabbi Sacks.

Il vero leader non fa uso del potere per costringere gli altri a comportarsi in un certo modo, ma comunica la propria visione e i propri ideali ai propri discepoli in modo che siano poi loro a portare avanti il suo lavoro.

A 15 anni ho capito che non esiste domanda che non meriti risposta e non esiste individuo che non meriti rispetto. E ho imparato che il vero leader non esercita il proprio potere per sminuire gli altri. Ma fa leva sulla propria influenza per fare sentire le persone ancora più grandi.

Anche se fisicamente i nostri occhi non vedono più il Rebbe, la sua guida e la sua influenza sulle persone, la luce e la forza che da lui emanano, continuano ogni giorno ad essere sempre più forti.
Gheula Canarutto Nemni

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