Quei momenti della vita in cui il tuo sogno più grande è un giro in bicicletta

In questi giorni passo gran parte delle mie giornate in un posto in cui la vita appare sospesa, in cui il tempo sembra possedere un ritmo totalmente diverso e il sole non sembra avere fretta di tramontare.

Guardo in alto verso i monitor che registrano il ritmo cardiaco, la pressione, che emettono suoni improvvisi quando il corpo si dimentica come dovrebbe davvero funzionare. All’improvviso ricevo un messaggio in cui i genitori della classe si scambiano informazioni sui libri scolastici del prossimo anno.

Scuola? Libri? Esiste ancora una vita normale lì fuori?

È così strano questo doppio binario su cui corre la nostra vita.

C’è il binario quotidiano sul quale viaggiano senza nemmeno accorgercene, in cui combattiamo contro il tempo per riuscire a fare tutto entro sera. Tempestati di messaggi che sembrano tutti esigere una risposta immediata, pieni di impegni e scadenze che si impadroniscono di ogni minuto presente e futuro. E qui il treno corre, corre veloce.

E poi c’è il binario in cui il treno rallenta, in cui all’improvviso la persona è sdraiata su un letto, il cellulare spento, l’orologio riposto in borsa in attesa che il tempo ritorni a essere una delle dimensioni essenziali della vita. Su questo binario non è importante quello che si fa ogni giorno, ma il respiro che si riesce a emettere in ogni istante.

Da questo binario si osserva la vita con un filtro diverso.

Una passeggiata, un piatto di pasta caldo mangiato intorno al tavolo della cucina di casa, basterebbero per farti sentire la persona più fortunata del mondo.

E ti mancano, quando sei sul binario lento, quella frenesia quotidiana, quei messaggi che ti fanno saltare sulla sedia esclamando ‘accidenti, me ne ero completamente dimenticato’, ti manca la banalità del momento, la capacità di concentrarsi su qualcosa di piccolo e senza senso.

E prego che questi momenti umanamente piccoli si riapproprino della mia vita e della vita di una delle persone che amo di più al mondo e di tutti quelli che ora sono in un letto d’ospedale, in un limbo tagliato fuori dal tempo e di tutti quelli che sognano una gita in bicicletta come nei giorni normali si sogna il biglietto vincente della lotteria.

Gheula Canarutto Nemni

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