D-o ce la posso fare

Girati indietro. Pensa a come eri seduto l’anno scorso, stretto tra le persone. A come stavi in piedi per la benedizione dei cohanim, schiacciato tra la folla che compare in sinagoga nel giorno di kippur.

Come chiacchieravi con chi ti stava accanto, incurante dei colpi di tosse che emetteva ogni tanto.

Ora guardati intorno. Un metro di distanza tra le persone, posti prenotati con settimane di anticipo, temperatura rilevata in ingresso, niente più stretta di mano al conoscente che non rivedi da un anno.

E’ accaduto l’impossibile. E tutti noi, senza preavviso, abbiamo dovuto adattarci. Abbiamo smesso di viaggiare verso molti paesi, ci siamo chiusi in casa per settimane intere, ci siamo abituati a coprire la bocca e il naso tutto il giorno come se fossimo dei chirurghi, abbiamo chiuso l’ufficio da un momento all’altro senza prendere nemmeno i documenti e ci siamo reinventati per lavorare da casa.

In pochi giorni la nostra vita è stata totalmente rivoluzionata. Un microscopico essere ci ha imposto le sue nuove regole. E noisiamo stati capaci di modificare tutte le nostre abitudini.

Questo è l’essere umano. Una creatura flessibile, adattabile, creativa. Un insieme di cellule in grado di cambiare rotta, rimettersi in discussione, guardare verso nuovi orizzonti, in un batter d’occhio.

D-o ha voluto popolare il suo mondo con esseri del genere. Non ci ha programmati statici, ma esseri geneticamente modificabili.

D-o ha innestato nell’uomo quella capacità unica, che lo distingue dagli altri esseri viventi, di guardarsi dentro, fare autocritica e compiere passi nuovi, mai intrapresi prima.

Se fino a pochi mesi fa pensavamo che cambiare fosse impossibile, in questo nuovo periodo abbiamo capito che siamo in grado di diventare diversi in una frazione di secondo. Se prima ci sembrava folle l’idea di trascorrere una giornata di 25 ore chiusi in casa senza poter prendere la macchina o andare al lavoro, ora che l’abbiamo fatto per interi mesi, abbiamo imparato che non solo è fattibile, ma può essere persino piacevole.

Nel giorno del kippur l’anima dell’ebreo si risveglia. Si tira fuori dal proprio guscio e raccoglie le forze spirituali per il nuovo anno. E se fino a poco fa ogni cambiamento ci sembrava assolutamente impensabile, ora lo sappiamo.

Siamo in grado di diventare diversi, di virare completamente, in un secondo.

In queste ore in cui la nostra anima ci dice: ti prego, trasformati nella persona, nell’ebreo, che D-o sa tu puoi diventare, non diremo più, non ce la posso fare.

Quest’anno sappiamo che ogni rivoluzione è possibile.

E che, come da un attimo all’altro, tutto può fermarsi ed essere cancellato, tutto, ma proprio tutto, può fermarsi per rinascere più forte di prima.

Gmar chatimà tovà, che sia un anno di rivoluzioni spirituali e di rinnovamento interiore

Gheula Canarutto Nemni

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