Uomo, dove sei?

Siamo alla fine della creazione. D-o ha appena finito di formare l’uomo, di donargli una compagna di vita, di regalare loro vita eterna nel giardino dell’Eden.

Nemmeno il tempo di tirare il fiato dalla fatica della creazione ed ecco comparire nella storia del mondo la prima trasgressione. Adamo ed Eva mangiano l’unicofrutto che D-o aveva proibito.

D-o va alla ricerca di Adamo e lui, sentendolo arrivare, si nasconde. Aieka, dove sei, gli chiede D-o. 

Davvero? Il Creatore del mondo non sa dove si trova la Sua creatura? Dicono i maestri che nessuna parola è invano nella torah. E questo aieka, risuona ogni giorno nelle orecchie dell’umanità.

Ogni giorno veniamo meno alla parola data a Chi ci ha creato. Commettiamo errori, offendiamo persone, corriamo nella direzione sbagliata, tradiamo la fiducia di Chi ha voluto credere in noi. E D-o ci domanda ogni giorno, dove sei? La tua vita vale per come la stai vivendo in ogni momento? Quando vai a dormire alla sera ti senti come se avessi sfruttato al meglio ogni minuto della tua giornata? Dove sei nel mondo, stai illuminando con le tue energie uniche gli angoli bui che incontri? 

Ogni persona possiede un numero limitato di giorni e di anni, una quantità definita di attimi in cui dimostrare a se stesso e Chi l’ha creato che la sua presenza in terra è un affare serio, una circostanza senza la quale il mondo sarebbe più vuoto. 

Adamo è opera della mani di D-o stesso. Eppure anche lui riuscì a peccare. D-o non lo condanna a morte per questo peccato, non lo distrugge pensando: questa creatura è sbagliata, meglio che ne faccia un’altra. Si avvicina lentamente a lui e con una parola, aieka, gli domanda: perché hai rinunciato alla tua vera essenza per un piacere momentaneo? L’errore è insito nel Dna dell’umanitàdal primo momento della creazione. Le cadute faranno parte per sempre del percorso dell’essere umano. Ma, nonostante i nostri errori, D-o non smetterà mai di domandarci aieka, dove sei, dove ti trovi spiritualmente in questo momento. Perché solo se sappiamo dove ci troviamo, riusciremo a rialzarci migliori di prima. 

Gheula Canarutto Nemni

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