Che difficile definire se stessi.

Chi sono io?

Sono prima una mamma, una moglie, una scrittrice, una giornalista, una ebrea italiana osservante (ortodossa per i mass media), una ex docente della Bocconi?

Sono una persona che non accetta lo status quo, che crede nell’infinito potere di un solo individuo, di cambiare, nel bene o nel male, il mondo.

Chi sono, me lo domando ogni giorno, quando cerco di capire il motivo per cui sono stata creata, le potenzialità che mi sono state messe a disposizione, sperando di non deludere Chi mi ha creato.

Perché dopo 120 anni, quando la nostra anima si sarà staccata dal corpo, la prima domanda che ci faranno non sarà: Gheula perché non sei stata Rita Levi Montalcini o Miriam la profetessa.

Ma mi domanderanno: Gheula perché non sei stata Gheula?

Who am I? this is the most difficult question I have ever heard.

It is quite impossible to define oneself.

Am I a mother, a wife, a grandmother, a writer, a journalist, an ex professor at one of the most known economic european universities,  an Italian (Orthodox) Jew?

Every person is  the result of all the unending details life adds to us every day,

But there is one thing I am quite sure of. And it is that I don’t like to accept any situation as it is. If I don’t like something, if I think it needs to be adjusted, I try to do it with all my self.

I believe in the unbelievable power of a single person to change the world, would it for the good or for the bad.

Who am I, is a question I ask myself everyday.

Why G-d created me? I still don’t know.

But I know everyone has his/her own potential.

And after 120 years, when our soul goes back to its Creator, the first question that we will be asked will not be. Gheula why haven’t you been Rita Levi Montalcini or Miriam the prophet.

They will ask me: Gheula why haven’t you been Gheula?

foto definitiva

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