Sono una femminista non femminista

Sono una femminista. Antifemminista.

Credo nel diritto delle donne ad entrare in qualsiasi ruolo e posto e da lì dimostrare di avere talento. Non credo nelle quote rosa. Nel loro poter davvero cambiare qualcosa. Quei posti numerati e dedicati a poche donne che comunque, per potere sedere nei consigli di amministrazione fino a tarda notte probabilmente rinunceranno ad allattare i propri figli, se mai ne metteranno al mondo almeno uno.

Credo nella donna, così come è stata creata da D-o. Credo nel suo spirito battagliero ma pacifico, nella sua capacità di ottenere ciò che desidera con toni tenui, nel suo ruolo fondamentale per portare avanti la gente di domani.

Non credo nell’appiattimento della donna sul modello maschile. Nel suo indossare i pantaloni a tutti i costi per dimostrare di poter arrivare. Nel suo ragionare, vivere, lavorare come un uomo.

Credo nel sacrosanto diritto della donna a vivere una vota tranquilla. A non dovere temere di trovarsi per strada dopo le sette di sera, a non aprire il portone con le mani che tremano per la paura di ciò che aspetta davanti all’ascensore, a non soccombere davanti a un uomo solo perché è fisicamente più forte di lei.

Non credo nel diritto della televisione di mostrare le donne molto scoperte, nelle pubblicità di appiccicare alla donna il ruolo di adescatrice.

Credo nella donna in quanto tale. In quanto madre di famiglia, compagna di vita, figlia di genitori anziani, docente, dottoressa, professoressa, ricercatrice, scrittrice, giornalista, deputata. In quanto in grado di tenere in equilibrio persone e ruoli e ostentare fiori colorati in un vaso e un sorriso ammaliante sul viso.

Non sono una femminista, nel senso inteso dal mondo. Non per questo ritengo che il mio sia “un grido di battaglia al contrario, uno slogan negativo che si ritorce contro le stesse donne.” Credo semplicemente che il femminismo abbia preso una piega sbagliata, una strategia non sempre vincente.

Mi dichiaro non-femminista, ma non perché provengo da un ceto basso. Forse non farò parte di un’elite di intellettuali, ma sono laureata, ho un master e ho insegnato per anni in una delle università più prestigiose d’Italia. E, anche se non femminista, posso sottoscrivere e giurare di essermi formata in un ambiente stimolante e paritario, quello della mia famiglia, d’origine e che mi sono formata, in cui uomini e donne non sono giudicati in base alla M o alla F che segnano su moduli e questionari, ma in base al proprio talento, attitudini, capacità e ruoli che la natura (che mi ostino a chiamare D-o) dà ad ognuno.

In una cosa dò ragione a Sabina Sestu nel suo articolo su Giulia Giornaliste (http://giulia.globalist.it/Detail_News_Display?ID=56814&typeb=0&-Io-sono-femminile-non-femminista-)

Sono una donna che ha tanti figli, che ha provato con tutta se stessa a non mollare. Ma quando tento di fare sentire la mia voce a quei movimenti che si definiscono ‘femministi’, invece di solidarietà e aiuto trovo molta opposizione. Per questo “sento davvero lontano e ostile qualsiasi movimento femminista. Forse perché troppo teorico e slegato dalla loro realtà quotidiana, troppo intellettuale”, come dice Sabina Sestu. C’è troppa  autoreferenzialità. I movimenti femministi che vengono in aiuto solo delle proprie associate, iscritte, affiliate, mentalmente allineate, non sento che difendono me, donna e madre, ma solo se stessi.

 

Gheula Canarutto Nemni

http://www.nonsipuoaveretutto.com

L’ebook

Non ci credo. Ma è davvero così. Finalmente se digito ‘non si può avere tutto’ trovo l’ebook del romanzo.

Oggi è il 3 di Nissan, data in cui quindici anni fa l’anima del mio papà, z’l, che sia benedetta la sua memoria, è salita in Cielo.

D-o, nelle Sue vie, è infinito. E anche stavolta è riuscito a sorprendermi.

Mio padre incideva ‘w la libertà’ sui banchi di scuola da quando aveva dieci anni.

Questo romanzo è un inno alla libertà. di scelta, di strada, di convinzioni, di non-convenzioni.

Grazie D-o, grazie papà.

Spero di non deludervi in questa sfida al gigante Goliath…

Gheula

p.s Per acquistare il libro andate su

http://www.bookrepublic.it/book/9788867556618-non-si-puo-avere-tutto/

Spero nei vostri feedback.

Buona lettura!

Presidente Monti

image

“Ci vuole esercizio mentale per entrare nella mentalità delle donne e potere capirle di più. E noi dobbiamo farlo” così dice il presidente Monti ieri pomeriggio al Teatro Parenti davanti a un centinaio di donne. Alzo la mano per intervenire.

image

“Presidente, quando ero piccola Conciliazione era il nome di una fermata della metropolitana.  Da lì passavo ogni giorno sperando di potercela fare. Poi mi sono sposata, laureata, messo su famiglia. Ho conseguito un Master, insegnato nella sua università. Ma Conciliazione è diventato il nome della mia fermata professionale.” Mi sono alzata e diretta verso di lui. “Da brava ex professoressa vorrei consegnarle un libro su cui potrà svolgere i suoi esercizi mentali.  Mi permetta di tornare tra qualche settimana ad interrogarla” e gli ho consegnato il mio romanzo Non si può avere tutto.