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Gheula Canarutto Nemni

Nella diversità siamo tutti uguali

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responsabilità

Il Rebbe. Quando i sogni hanno il potere di trasformare la realtà 

Ha visto al di là di ciò che tutti vedevano. Oltre i muri di Berlino, al di là della cortina di ferro e della guerra fredda. Ha immaginato vive, piene di persone, sinagoghe mentre erano ancora desolate ed abbandonate.

Ha sentito risuonare di nuovo voci di preghiera tra mura che erano state silenziate dall’odio assoluto, quando il vuoto ancora vi rimbombava. 

Ha guardato i bambini sfilare nella Piazza Rossa con grandi cartelli scritti in ebraico, mentre il mondo vedeva sfilare carri armati e soldati.

Ha visto migliaia di ragazzi seduti intorno a un tavolo del Seder di Pesach, sulle vette del Nepal, quando nessun ebreo ci era ancora arrivato. 

Ha acceso le luci di Chanuka in Times Square, Roma, Parigi, Honolulu e Honk Kong, mentre il buio della guerra mondiale era ancora una memoria viva e dolorante.

Ha portato parole di Torà, di tradizione millenaria, a individui che le avevano dimenticate o mai sentite prima di allora. 

Ha sognato milioni di candele dello Shabat illuminare le case ebraiche. 

Ha fermato per la strada uomini indaffarati, distogliendoli da impegni d’affari urgenti, per avvolgere il loro braccio con i tefilin.

Essere ebrei avrebbe dovuto essere un onore, un privilegio, non una identità scomoda. Dire sono ebreo, avrebbe dovuto essere fonte di fierezza, non di vergogna. 

Se oggi, viaggiando a Guangzhou e passeggiando nelle spiagge della Thailandia, troviamo cibo kasher, minyan, un volto amico, lo dobbiamo a un uomo che ha creduto nel potere dei sogni. 

Se oggi essere ebrei sembra quasi facile, se ogni città del mondo ha il proprio mikveh e per milioni di donne è diventata una abitudine andarci, è perché lui non ha smesso di crederci. 

Forse oggi non riusciamo a vedere il Rebbe. Ma quello che ha fatto, sognato, realizzato, rivoluzionato, accompagna le vite del nostro popolo in ogni angolo della terra. 

Quando l’anima di uno tzadik si separa dal corpo, la sua influenza sulle persone che gli erano vicine e sul mondo intero, diventa ancora più grande. 

Grazie Rebbe per la luce che porti ogni secondo nel mondo. 

Gheula Canarutto Nemni 

Una pietra miliare

libro

 

 

 

 

 

 

 

 

Non pretendere che seguano le tue orme quando di orme, sul terreno che calpesti, non ne hai mai lasciate. Non illuderti che credano in ciò che ti ha guidato, se nell’aria di casa, non lo hai mai condiviso. Non pensare che vadano dove raramente le tue gambe ti hanno portato, se nemmeno tu ci vai molto convinto. Non immaginarli uguali ai tuoi progenitori, se non hai mai investito del tempo a spiegare in che modo erano diversi, i tuoi avi, dal mondo in cui vivevano. Non fare affidamento sui miracoli in un universo che si basa sulla regola ‘la ricompensa è proporzionata allo sforzo compiuto’. Non appoggiarti una mano sul petto quando leggi numeri e statistiche che descrivono il futuro del tuo popolo. Non scuotere la testa con grandi movimenti dicendo ‘oy vey’ a ogni dato che parla di trend in discesa. Non guardarti intorno alla ricerca del colpevole o di colui il quale troverà la soluzione perfetta. Non c’è nessuno che possa svolgere la tua funzione. Nessun individuo che possa sostituirti nel compito che ti è stato affidato. Guarda i tuoi figli negli occhi e inizia a parlare. Prendili per mano e accompagnali lungo questo eterno cammino. Racconta loro la tua fierezza di essere nato parte di una storia antica. Accarezza i loro cuori con le parole che hanno accompagnato da sempre il viaggio dei tuoi nonni e dei nonni dei tuoi nonni, lungo le strade della loro vita. Volgi lo sguardo verso i libri che contengono quei caratteri che non molti sono in grado di decifrare e prometti a quelle pagine che qualcuno e qualcuno dopo quel qualcuno, le leggerà fino a consumarle a dovere. Ricorda a chi è dipeso da te nei suoi primi anni di vita, che una compagna non appartenente al suo popolo reciderà di netto, con un colpo secco, tutto questo retaggio prezioso.

La tua gente ha bisogno di te, per non sentirsi mai abbinata alla parola estinzione. Il tuo contributo non sarà una goccia in un mare. Ma una pietra miliare nel respiro futuro della tua nazione.

 

Gheula Canarutto Nemni

 

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