8 marzo. Scopri perché la donna rimarrà per sempre l’ultima ruota del carro

La kabalah racconta che quando D-o creò l’essere umano lo fece uomo e donna insieme, un unico corpo e una sola anima, con due volti.

Nessuno avrebbe mai potuto pensare di essere superiore all’altro per essere stato creato per primo. 

Poi D-o addormentò la creatura e separò Eva da Adamo.

Il mondo aveva bisogno di due creature diverse. Una più orientata al pensiero, al primo approccio, ai grandi scenari, a se stesso. E un’altra più portata all’azione, allo sviluppo di ciò che le sarebbe stato donato, dotata di maggiore senso pratico e una dose in più di sensibilità ed empatia verso il prossimo.

L’uomo è chochma,

il barlume di una nuova idea a cui nessuno ha mai pensato prima,

la donna è bina,

la capacità di sviscerare il barlume nei suoi minimi dettagli e svilupparlo in qualcosa che prende vita.

L’uomo è l’input iniziale,

il seme di una nuova vita,

la donna è la continuazione per dare respiro a una nuova creatura.

L’uomo viene dalla terra, dal nulla.

Ogni giorno per potere definire se stesso si domanda coach mà? Che significa ‘in cosa consiste la mia forza? Così va alla continua ricerca di titoli, mansioni, per il timore di ritornare a quel vuoto da cui è venuto.

La donna invece è stata creata dall’uomo che già esisteva. 

Per questo non ha bisogno di dare un titolo alla propria esistenza, lei vale in quanto se stessa.

Lei è bina, che tradotto dall’ebraico significa anche ‘tra D-o’.

Lei è il mezzo che permette a chi gestisce la materialità, all’uomo, di ritrovare la propria spiritualità; 

lei è l’anello che ricongiunge il mondo fisico con l’anima che l’uomo così spesso trascura nelle sue corse quotidiane.

La fine è collegata con l’inizio dice la kabalah.

Nel cerchio della vita è la donna, proprio l’ultimo pezzo della creazione divina, a percepire il senso profondo delle cose.

Gli uomini sono orientati al presente.

Il futuro e tutto ciò che esso conterrà, sta in mano alle donne.

D-o formò l’Uomo ma costruì la Donna. Lei è la struttura della casa in cui lui vive, il terreno su cui lui costruisce, le sue mura e le finestre sul mondo, il tetto che sta sopra alla sua testa. La Donna è la corona che permette all’Uomo di governare. Senza la Donna, non ci sarebbe l’uomo (Rebbe di Lubavitch). 

13 nella kabalah è uno dei numeri che rappresenta la capacità dell’essere umano di intraprendere strade soprannaturali, di andare controcorrente, di raggiungere ciò che sembrerebbe impossibile.

La ghematria, la somma dei valori numerici, della parola echad, uno, è 13.

Quando uomo e donna sono echad, quando nessuno si erige al di sopra dell’altro e uniscono le proprie differenti attitudini e capacità per raggiungere un comune obiettivo,

allora tutto diventa possibile. 

Gheula Canarutto Nemni

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